| IL MUSEO - LA CASA | |
La casa era l'ambiente di ingresso e di accoglienza, -indicata dall'allocuzione "stpia p' rpara" - era usata per le cerimonie e per le occasioni conviviali dei giorni di festa. Spesso conteneva un grande camino, era pavimentata -nelle case del ceto medio- con mattoni di ceramica grottagliese o con mattonelle di cemento variamente decorate. Da essa si accedeva, attraverso due porte poste di fronte a chi entrava, ad altre due stanze: "currduri" e "cambra" con funzioni di cucina-pranzo e stanza da letto.
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Le porte, quasi sempre, erano sostituite da tende
variamente colorate. Le case pił ricche, coincidenti con le abitazioni di famiglie
numerose, utilizzavano "currduri" come ulteriore stanza da letto per i
figli e disponevano di una stanza aggiuntiva posta dietro il "currduri"
che veniva utilizzata come cucina e cenacolo. Non di rado era poi possibile ritrovare, all'interno della "stpia" un angolo consolle ( ) e degli "stipi", veri e propri ripostigli in muratura ricavati all'interno dei pilastri delle volte, utilizzati come vivandai: vi si conservava "ptali" (giara) dell'olio, o il pane e i vasi di conserve. |
Anche la cucina disponeva di un camino, pił piccolo e destinato alla cottura, spesso corredato da una "fornacette" destinata alla cottura lenta dei cibi. "Banca" (tavolo),
"scegge t' cast" (sedie di paglia), le pentole disposte sulla parete, i
piatti poggiati a vista, "umbili" e "stamia"
(recipienti per l'aqua) erano l'arredo normale per l'ambiente cucina. |
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