IL PERCHE' DELL'INTITOLAZIONE

 

     IIl Museo permanente demo-etno-antropologico di San Marzano di S.G. è intitolato alla N.D. MARIA SANTORO.

Il senso comune vuole che in occasione della fondazione di una istituzione  si pensi a una intitolazione di rilievo, nella convinzione e nell’attesa che il nome di un grande dia significati valoriali e di riferimento a vissuti di una persona che si sia sommamente distinta nei confronti del vivere sociale, in ambito culturale, civile o umano.

Pertanto, ai più potrebbe destare una sorta di perplessità l’intitolazione di una grossa associazione culturale e umanitaria – quale è la nostra Onlus – a una degna ma sconosciuta personalità che, tuttavia, il Consiglio di Amministrazione e i suoi Soci hanno voluto all’unanimità.

Stiamo parlando e riferendoci alla compianta N.D. Maria Santoro (1927-1999), il cui modello esistenziale, informato ai più alti valori umani e cristiani, meglio e più di altri, ha promosso e giustificato la volontà degli Associati a elevarlo a esempio per la crescita morale e civile della comunità sammarzanese, che tutta viene rappresentata e storicizzata nell’istituzione di un museo etnografico permanente, geloso custode della cultura avita e delle più belle e significative tradizioni.

Tale fondazione si è resa possibile anche a seguito della volontà della figlia, la prof.ssa Francesca Massari, benemerita della nostra fondazione; Ella,  - nella volontà di onorare la memoria della Madre – ha generosamente contribuito all’acquisto dell’immobile destinato al Museo. Un gesto, questo di conclamata devozione filiale e di immutato e più forte affetto nei confronti della Madre scomparsa.

Maria Santoro nasce a Roccaforzata, un antico casale dell’Albania Tarantina, come la nostra San Marzano. Profondi sono i legami e la frequentazione con San Marzano negli anni della sua fanciullezza e giovinezza e sempre ebbe caro il ricordo della nostra cittadina.  

Questa è stata Maria Santoro: una di noi, una come noi; esempio tangibile di come nel nascondimento quotidiano si possano vivere e testimoniare i valori più alti, senza alcun contorno di titoli e pubbliche onorificenze. Una donna che si pone a tutti come un modello di vita, impegno nel sociale e noi abbiamo voluto onorare la sua persona semplice e nobile nell’intitolarle il nascente Museo etnografico di S. Marzano

 

Informata ai più alti principi del vivere cristiano e ai valori della famiglia, nonostante vicissitudini amare, mantenne salda la fede. E’ nota a Roccaforzata per essere stata preziosa testimone di una antica tradizione della sua famiglia, custode da sempre (e già committente) del sontuoso e pregevole abito della Madonna della Camera, patrona (insieme a S. Elia) di quella cittadina. Infatti, il Lunedì all’alba, dopo Pasqua, giorno della festa patronale, in casa Santoro si svolgeva un rito carico di segni e di gesti devozionali: la vestizione della statua della Madonna della Camera. Era la compianta Maria Santoro a compiere tale cerimonia, che oggi continua nell’impegno della figlia Francesca, tra l’altro, esemplare divulgatrice della devozione che i fedeli di Roccaforzata da secoli mantengono immutata nei confronti delle celeste Protettrice. 

 E così, insieme ai sentimenti di madre e di cristiana esemplare, Ella è stata anche autorevole testimone e scrigno prezioso di un pezzo di storia del suo paese natio e di un serto di forme devozionali di una comunità dall’antico rito greco, originatasi sul finire del secolo XV, quando a oriente di Taranto giunsero colonie di esuli albanesi, a popolare feudi incolti e casali abbandonati dagli abitanti indigeni.