| SAN MARZANO | |
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La cittadinaL'eco di numerose
civiltà lontane echeggia nei dintorni stupendi di San Marzano che si adagia su una
collinetta a nord-est di Taranto: "Il suo sito è sopra una vaga collinetta
ghirlandata d'olivi, la quale di lungo sarà da un miglio e mezzo, et di largo la quarta
parte, facendo di sè bella e pomposa vista, e della sua eminenza scopronsi molte
miglia di paese piano e montuoso che lo richiude" (Scipione Paternò, Apprezzo
dei beni della baronia -1630 ) |
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Il personaggio più noto:Non un emerito cittadino, ma un eroe allincontrario: Cosimo Mazzeo, noto come il brigante Pizzichicchio. Nella cultura popolare, viene ritenuto un brigante buono, rubava ai ricchi per dare ai poveri. In realtà, fu causa di efferati fatti di sangue e di ruberie e molestie nei luoghi dove si registrarono le sue improvvise e impreviste scorribande. |
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Il luogo magico e fantastico:lu pagghijaro ti Pizzichicchiu, in contrada Bosco. Trattasi del rifugio del brigante Pizzichicchio e della sua banda, che terrorizzò gran parte della Puglia e della Lucania negli anni in cui il Sud mise in atto la sua resistenza contro il neoregno dItalia. Si dice che intorno a questa costruzione di campagna dovrebbero esserci presunti tesori della banda e che dopo ogni colpo grosso, tutti i seguaci di Pizzichicchio si ritrovassero qui, indisturbati, per spartire bottini e programmare nuove incursioni in casali e masserie del Tarantino e di Terra dOtranto. Qualcuno degli anziani riferisce che nei pressi di questa antica abitazione di campagna si aggira la malombra ti lu briganti.
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I grandi eventi:Processione della legna e zjiarrj i matë (albanese, grande falò) del 18 marzo. Trattasi della solenne processione penitenziale, che si svolge a partire dalle prime ore del pomeriggio del 18 marzo, per fare memoria di un evento prodigioso o ritenuto tale dalla comunità, accaduto intorno alla metà del XIX secolo e che poi ha guidato alla scelta del santo patrono, S. Giuseppe, solennizzato il giorno dopo, 19 marzo. |
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La festa del S. Patrono S. Giuseppe, cade il 19 marzo; ma i preparativi e festeggiamenti solenni iniziano già prima. Già la vigilia vi è la Processione penitenziale della legna, mentre nel giorno della festa del Santo, in piazza Milite Ignoto e lungo la via Umberto si sistemano le "mattre" dei devoti, ovvero le tavole per i poveri. E' un'antica tradizione che si conserva ancora e che ricorda la gastronomia della civiltà contadina. A mezzogiorno, poi, vi è il rito della benedizione delle mattre, molto suggestivo è il passaggio della statua del Santo, accompagnata dal clero locale e della due Confraternite (quella del SS. Sacramento e l'altra della Madonna del Rosario). Non mancano i festeggiamenti vivili, curati in maniera magistrale dal locale Comitato per la festa patronale. |
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