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Libri di Storia Patria

Francesca Talò,
L'antica chiesa Bizantina di Mennano in agro di Taranto oggi
Santuario della Madonna della Camera,
Emergenze storico-artistiche Lecce 2000,
pp.64, foto in b&n,
euro 10,00.
Nella ricorrenza dell’anno santo,
l’arcivescovo di Taranto, nell’indicare
il Santuario della
Madonna della Camera come una delle mete giubilari della
diocesi, ha involontariamente riaperto l’interesse su questo
vetusto monumento, per certi aspetti fortemente in degrado.
Di origine bizantina (XI sec.), l’edificio religioso è
quanto mai interessante per il ricco ciclo di affreschi di
scuola bizantina che ancora si osservano nella calotta
absidale a vista, mentre dalla ricerca condotta dalla Talò
si evince che al suo intorno si è coagulata una serie di
eventi storico-artistico-religiosi di elevato spessore, da
tenere alto l’interesse di meridionalisti e studiosi
accreditati, come C. D. Fonseca, V. Falkenkausen, Coco e
altri. Oltre a una puntuale ricerca storica, la Talò conduce
una analisi tecnica degli avanzi pittorici dell’abside
bizantina e un’analisi tipologica e strutturale dell’interobene
monumentale, con relativa proposta di restauro degli
affreschi e della stessa abside. La denuncia di un’emergenza
culturale, di carattere storico-artistico, fa di questo
volume un esempio di coraggio intellettuale e uno strumento
di sollecitazione per quanto sono addetti alla tutela e alla
conservazione dei beni culturali.
 V. Musardo Talò,
Monteparano antico casale albanese,
Manduria-Roma 1991, pp. 215, formato 24x17, illustrazioni in
b&n, euro 17,50.

L’Albania Tarantina, nata a cavallo tra
il XV e il XVI secolo a oriente della città dei due mari,
ospitava al sui interno anche il casale di Monteparano,
feudo dei Basta, una antica e nobile famiglia albanese. In
questo volume viene sapientemente analizzato il fenomeno
delle migrazioni albanesi nel regno di Napoli e nel
Tarantino, si descrivono gli insediamenti nelle province del
Regno, i regi decreti tesi a mitigare gli obblighi fiscali
dei levanitni, i problemi con la chiesa latina, i problemi
della lingua, la bellezza dell’abbigliamento della donna
albanese e l’intensità dei canti e dei narrati della cultura
di una etnia diversa. All’interno della storiografia
municipale, poi, questo lavoro della Musardo si mostra come
un lavoro di grande rigore scientifico, ancorato come è ai
metodi della più recentee accreditata tecnica storiografica
e condotto sul filo di una documentazione archivistica,
praticamente tutta di prima mano.
 V. Musardo Talò,
San Marzano di S. Giuseppe. Un'isola culturale in Terra di
Puglia, Lecce 1997, pp. 160,
formato 24x17, illustrazioni in b&n,
euro 14,00.

Il volume tratteggia – in uno stile agile
e accattivante – la condizione di minoranza etnica della
comunità di S. Marzano, nata nel 1530 a seguito
dell’insediamento di una colonia di esuli, proveniente
dall’Albania. Dopo una fine ed erudita introduzione sul
concetto di "Albanesità e sul mito di Scanderbeg", l’Autrice
ripercorre la storia civile e religiosa di S. Marzano, la
lotta tra rito greco e latino, gli usi e i costumi
dell’etnia orientale, la lenta e inesorabile agonia di una
lingua antica, una volta tanto cara all’orgoglio patrio
degli albanesi di S. Marzano.
Il volume si mostra, così, come un viaggio inedito, unico,
in un nascosto angolo di Puglia, una regione quanto mai
generosa nel mostrarsi a quanti la cercano.
 V. Musardo Talò, I riti
nuziali a Monteparano e nell’Albania Tarantina,
Lecce 1998, illustrazioni in b&n,
euro 10,00.

La Puglia, Terra di incontro tra oriente
e Occidente, oggi laboratorio di intercultura e di fusione
multietnica, conserva nel suo poliedrico patrimonio
culturale aspetti inediti e suggestivi, come i riti nuziali
nelle numerose colonie albanofone di rito greco, che tra XV
e XVI secolo si erano stanziate nelle terre ospitali del
regno di Napoli.
L’Autrice ne studia la matrice etnico-sociale e la valenza
religiosa, diversa da quella latina, ma soprattutto
ripropone il rituale della preparazione della sposa, la
cerimonia religiosa e tutti i riti mediani, quali i doni
dello sposa, la mostra degli ori e del corredo, e poi
l’abbigliamento della sposa e delle invitate che per quel
giorno indossavano l’abito di gala, l’abito sentito da ogni
donna come il distintivo della propria identità etnica.
Suggestivo il rito delle corone che - a differenza del rito
latino che fa uso degli anelli - sanciva il matrimonio. Al
termine della cerimonia, poi, le corone venivano portate a
casa degli sposi e messe sulla testiera del letto e quando
uno dei due coniugi moriva… Leggere questo saggio avvincente
della Musardo è quasi un trasferirsi nel passato e
partecipare a tali e tanti avvenimenti.
 V. Musardo Talò, I cavalli
e i carri devozionali nella festa patronale di S. Giuseppe
Immagini della religiosità e della civiltà contadina a S.
Marzano, Francavilla
Fontana 1999, pp.68, formato 24x17, 68 foto in b&n,
euro 10,00.
E’ cosa incredibile quanto varia e suggestiva
sia la religiosità popolare. Una religiosità che nella trascorsa
civiltà contadina era fortemente legata ai ritmi della
quotidianità di ognuno e si esprimeva attraverso forme e
contenuti fortemente simbiotici con la cultura socio-economica
delle diverse comunità.

Nel caso ricercato in questa pubblicazione, sono i carrettieri
di S. Marzano di Puglia che esprimono la loro devozione al santo
patrono con una processione penitenziale, fatta coni traini
ricolmi di legna e tirati dai cavalli, finemente bardati, come
facevano i padri nei secoli scorsi. Quasi una immensa foresta
mobile, la processione dei carri sfila per tutta la città, per
concludersi al tramonto con un "Zjarri e mate" (albaense,
"falò altissimo") in onore di S. Giuseppe.
Colpisce in questo volume della Musardo l’analisi precisa ed
esaustiva dei vari modelli di carri e la descrizione di tutti i
finimenti e le bardature dei cavalli, usati nel passato dal
carrettiere, oltre a una lunga e suggestiva scheda su quello che
era il mestiere di "bardatore", l’artigiano che dalle sue mani
faceva uscire artistiche selle, morbidi collai con luccicanti
cime finemente intarsiate o lavorate a sbalzo. Leggere questa
ricerca è come rituffarsi in un passato che non è tanto lontano,
ma che pure è oramai quasi dimenticato.
 V. Musardo Talò, Il
castello di Monteparano e la famiglia d'Ayala Valva,
Manduria-Roma 1991, pp. 60, formato 24x17, foto in b&n,
euro 10,00.

Nella vasta letteratura esistente sui
castelli d’Italia, questo monumento di Monteparano è stato
oggetto di vistose distorsioni, sia di tipo storico che nella
sua morfologia architettonica. Il puntuale e preciso lavoro
della Musardo restituisce a questo bene culturale pugliese la
sua giusta collocazione ai diversi aspetti che lo interessano.
Più in generale, la ricerca ne ripercorre il profilo storico e
il farsi della sua storia "in parallelo" con quella della
comunità monteparanese, mentre sfilano le varie figure dei
feudatari che lo hanno abitato, sino agli ultimi possessori, i
d’Ayala Valva. Interessante e quanto mai qualificata è l’analisi
tipologica e strutturale dell’edificio, che conclude la ricerca.

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